In un mondo sempre più caratterizzato dai rischi climatici, dai disordini sociali e dalle mutevoli aspettative dei mercati finanziari, è in atto una rivoluzione silenziosa. Non è guidata da attivisti o think tank, bensì da contabili, responsabili politici e autorità di regolamentazione globali. L'epicentro più inaspettato? L'International Sustainability Standards Board (ISSB), un'iniziativa lanciata dalla Fondazione IFRS, nota da tempo per il suo ruolo nella contabilità internazionale.
Con la pubblicazione nel 2025 dei profili giurisdizionali e di una serie di linee guida tecniche, la Fondazione IFRS ha iniziato a delineare un nuovo tipo di infrastruttura: non si tratta di condutture o strade, bensì di una rete globale per la rendicontazione in materia di sostenibilità. Una rete rigorosa, armonizzata e – se tutto andrà secondo i piani – adottata universalmente.
Ma cosa significa realmente tutto questo? Come si fa a prendere un concetto così complesso e legato al contesto culturale come la sostenibilità ed esprimerlo in termini finanziari comparabili a livello globale? E, cosa ancora più importante, perché è così importante proprio adesso?
Dai numeri alle storie: la grande idea dell’ISSB
Per comprendere l’operato dell’ISSB, è utile partire da un cambiamento radicale di prospettiva.
Tradizionalmente, l’informativa finanziaria poneva domande del tipo: «Quali sono stati i ricavi della vostra azienda? Quali sono le vostre attività e passività?». Oggi, le domande si sono ampliate: «Quali sono i vostri rischi climatici? In che misura siete esposti alla scarsità idrica, alla fragilità della catena di approvvigionamento o alle normative emergenti?».
I due standard di punta dell’ISSB – l’IFRS S1 (Requisiti generali) e l’IFRS S2 (Informativa relativa al clima) – mirano a standardizzare le risposte a tali domande. Essi forniscono quadri di riferimento dettagliati su come le aziende dovrebbero divulgare i rischi e le opportunità legati alla sostenibilità nella loro rendicontazione finanziaria generale.
Non si tratta di storytelling. Si tratta di materialità: cosa conta dal punto di vista finanziario e perché.
L'S1 fornisce i principi generali. L'S2, incentrato sul clima, approfondisce metriche granulari come le emissioni (Scope 1, 2 e 3), i piani di transizione e le analisi di scenario. La struttura rispecchia gli standard di contabilità finanziaria: definizioni chiare, requisiti specifici e dettagli pronti per la revisione.
Si tratta di una questione importante. È un tentativo di rendere la sostenibilità finanziariamente leggibile, di integrarla nel tessuto stesso dei mercati dei capitali.
Un mondo in trasformazione: le giurisdizioni reagiscono
Nel giugno 2025, la Fondazione IFRS ha pubblicato i profili giurisdizionali di oltre 80 paesi, rivelando un mosaico affascinante. Questi profili sono ben più che semplici liste di controllo per la conformità: sono strumenti diagnostici che mostrano come si sta evolvendo la rendicontazione sulla sostenibilità nei diversi ordinamenti giuridici, culture ed economie.
Alcune giurisdizioni hanno già fatto il primo passo. Ad esempio:
- La Nigeria e il Brasile sono tra i primi paesi ad aver adottato questa misura, avviando la piena attuazione delle norme S1 e S2, a partire dalle società quotate in borsa.
- Il Canada, il Giappone e la Corea del Sud stanno adottando un approccio graduale: inizialmente su base volontaria, con l'obiettivo di renderne obbligatorio l'uso nei prossimi anni.
- Altri paesi, come gli Stati Uniti, stanno elaborando le proprie norme in materia di rendicontazione climatica, ma puntano sull'interoperabilità piuttosto che sulla loro adozione definitiva.
La risposta di ciascuna giurisdizione è determinata dal contesto locale: la volontà politica, la maturità del mercato, i quadri ESG esistenti e gli obblighi di legge. Tuttavia, nel loro insieme, questi profili evidenziano un slancio inequivocabile: una sorta di convergenza normativa verso gli standard globali.
Creare il modello: la guida all'adozione
Naturalmente, l'adozione di un nuovo standard globale non è semplice come premere un interruttore. Ecco perché la Fondazione IFRS ha pubblicato la "Guida introduttiva all'adozione a livello giurisdizionale" — un documento denso ma fondamentale che accompagna le autorità di regolamentazione in ogni fase del processo di recepimento degli standard ISSB nella legislazione nazionale.
La guida include:
- Opzioni politiche: i paesi dovrebbero adottare le misure S1 e S2 contemporaneamente o separatamente? La loro applicazione dovrebbe essere obbligatoria per tutte le grandi imprese o essere introdotta gradualmente a seconda del settore?
- Principi di rilevanza: in che modo le autorità di regolamentazione dovrebbero interpretare la «rilevanza finanziaria» nei contesti locali?
- Agevolazioni transitorie: quali misure di flessibilità dovrebbero essere concesse alle imprese nel loro primo anno di rendicontazione?
È importante sottolineare che la guida non propone un modello unico valido per tutti. Incoraggia invece la modularità, l'adattamento alle realtà locali e un approccio graduale che concili l'urgenza con la praticità.
Dietro le quinte: il programma di attuazione normativa
L'efficacia degli standard tecnici dipende dalla loro attuazione. Il Programma di attuazione normativa (RIP) è lo strumento con cui la Fondazione IFRS garantisce che i paesi non siano lasciati a cavarsela da soli.
Attraverso il RIP, la Fondazione IFRS offre:
- Seminari tecnici rivolti alle autorità di regolamentazione, volti a chiarire come gli standard debbano essere interpretati e applicati.
- Seminari con gli organismi di revisione e certificazione, al fine di garantire che le nuove informazioni fornite possano essere verificate in modo attendibile.
- Collaborazioni con banche di sviluppo e ONG, in particolare nei paesi a basso reddito, per rafforzare le capacità locali.
Non si tratta semplicemente di un accompagnamento: è un vero e proprio sostegno istituzionale. Si riconosce infatti che gli standard globali funzioneranno solo se potranno essere integrati negli ecosistemi locali: sistemi giuridici, formazione in materia di contabilità, pratiche di revisione contabile e infrastrutture di mercato.
Strumenti per il viaggio: tabelle di marcia e mappe
La Fondazione IFRS ha inoltre lanciato due strumenti per aiutare i paesi a pianificare il proprio percorso:
- Lo strumento per lo sviluppo di una roadmap – Consideratelo come una cassetta degli attrezzi per le politiche. Comprende modelli per il coinvolgimento delle parti interessate, l'analisi delle lacune normative e le tempistiche di attuazione. È particolarmente utile per i paesi che cercano di armonizzare diversi quadri ESG nell'ambito di un'unica strategia coerente.
- La mappa delle adozioni dell'ISSB: un pannello di controllo interattivo che mostra chi adotta cosa, dove e quando. Si tratta di uno strumento di trasparenza e, forse, anche di un piccolo stimolo alla collaborazione.
Nel loro insieme, questi strumenti favoriscono ciò che gli IFRS definiscono «interoperabilità»: un delicato equilibrio tra l'adeguamento alle normative locali e il mantenimento di una coerenza globale nel linguaggio di rendicontazione.
Il cambiamento più profondo: la sostenibilità come logica finanziaria
A un livello più profondo, il lavoro dell’ISSB non riguarda solo la divulgazione delle informazioni. Si tratta piuttosto di ridefinire il modo in cui le aziende concepiscono il valore e il rischio.
In questo nuovo paradigma, un modello di business fortemente basato sul carbone non è solo un problema di reputazione, ma un rischio finanziario quantificabile. Consumo idrico, esposizione alla deforestazione, resilienza della catena di approvvigionamento: non si tratta più di questioni secondarie. Sono fattori che influenzano il processo decisionale degli investitori, i rating di credito, i prezzi delle assicurazioni e il controllo normativo.
È qui che emerge con forza l’enfasi dell’ISSB sulla sostenibilità “incentrata sugli investitori”. A differenza di quadri più ampi che possono includere l’etica, l’impatto o le preoccupazioni degli stakeholder, gli standard dell’ISSB sono inequivocabilmente legati al valore aziendale.
Si tratta di una scelta strategica, volta a ottenere l'adesione da parte di istituzioni finanziarie, borse valori e autorità di regolamentazione globali. Ma traccia anche una linea di demarcazione: qui si tratta di rischio, non di virtù.
Dove sta andando
Siamo ancora all’inizio di questa storia. Gli standard dell’ISSB sono entrati in vigore solo lo scorso anno e la loro piena adozione a livello globale potrebbe richiedere un decennio o più. Ma le infrastrutture si stanno creando, gli strumenti sono già disponibili e la domanda – soprattutto da parte degli investitori istituzionali – è in continua crescita.
Ci saranno delle sfide. Tradurre gli standard in diverse lingue e sistemi giuridici. Evitare duplicazioni con le norme locali. Sviluppare capacità di garanzia nei mercati meno serviti. Assicurarsi che le PMI non vengano lasciate indietro.
Eppure, la direzione è chiara. Ciò che gli IFRS hanno fatto per la contabilità finanziaria due decenni fa, ora stanno cercando di farlo per la divulgazione della sostenibilità: creare un unico linguaggio globale per il rischio.
E mentre il cambiamento climatico accelera, i vincoli sulle risorse aumentano e i mercati cercano chiarezza in un mare di rumore ESG, quel linguaggio comune potrebbe essere l’infrastruttura più importante che costruiamo.



