Cosa cambierà nella SFDR nel 2025?
Nel novembre 2025, la Commissione europea ha pubblicato una proposta legislativa volta a modificare il regolamento sulla divulgazione di informazioni relative alla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR – Regolamento (UE) 2019/2088). La proposta ridefinisce in modo sostanziale le modalità di regolamentazione, divulgazione e commercializzazione dei prodotti finanziari legati alla sostenibilità nell'Unione europea.
Anziché ampliare gli obblighi di informativa, la riforma ne riduce la complessità e introduce un sistema obbligatorio di classificazione dei prodotti a livello dell'Unione europea. La proposta abroga inoltre gli attuali standard tecnici di regolamentazione di livello 2 previsti dal regolamento SFDR ed elimina gli obblighi di informativa in materia di sostenibilità a livello di entità.
L'obiettivo è chiaro: migliorare la tutela degli investitori, ridurre il greenwashing e ripristinare la comparabilità tra i mercati finanziari dell'UE.
Perché l'UE ha deciso di riformare lo SFDR?
La valutazione della Commissione sull'attuazione dello SFDR ha individuato diverse carenze strutturali:
- Gli articoli 8 e 9 sono stati ampiamente utilizzati come etichette dei prodotti, nonostante fossero disposizioni in materia di informativa
- Le informazioni relative alla sostenibilità sono diventate troppo complesse e ricche di dati per poter supportare le decisioni degli investitori
- La disponibilità e la qualità dei dati ESG non erano sufficienti a sostenere gli indicatori prescrittivi
- L'interpretazione normativa variava da uno Stato membro all'altro
- I costi di conformità erano sproporzionatamente elevati, soprattutto per le PMI
Sebbene i prodotti soggetti alla SFDR rappresentino ormai quasi la metà del patrimonio gestito nell'Unione europea, il quadro normativo non ha garantito il livello previsto di chiarezza, comparabilità o fiducia degli investitori.
Cosa succede agli articoli 8 e 9 con il nuovo SFDR?
Gli articoli 8 e 9 non sono più considerati semplici disposizioni di informativa. Nel quadro normativo rivisto, essi diventano categorie formali di prodotti all'interno di un sistema strutturato di classificazione di sostenibilità.
La riforma introduce tre categorie:
Prodotti sostenibili (nuovo articolo 9)
Prodotti che investono in beni, attività o progetti già sostenibili o che perseguono un obiettivo ambientale o sociale ben definito.
Prodotti di transizione (nuovo articolo 7)
Prodotti che favoriscono percorsi di transizione credibili, quali:
- Parametri di riferimento allineati a Parigi o relativi alla transizione climatica
- obiettivi scientificamente fondati
- investimenti in linea con i piani di transizione
Prodotti ESG di base (nuovo articolo 8)
Prodotti che integrano i fattori ESG al di là della gestione dei rischi legati alla sostenibilità, senza dichiarare un obiettivo di sostenibilità o di transizione.
Almeno il 70% degli investimenti deve essere in linea con la categoria dichiarata del prodotto.
Quali informazioni vengono eliminate nell'ambito della riforma SFDR?
La proposta elimina gli obblighi di informativa previsti dallo SFDR a livello di entità, tra cui:
- dichiarazioni relative agli effetti negativi principali (PAI)
- informazioni sulla remunerazione legata alla sostenibilità
Tali requisiti vengono eliminati per evitare sovrapposizioni con la CSRD e per ridurre gli oneri di conformità. La Commissione stima che questa modifica, da sola, riduca di circa il 25% i costi ricorrenti legati all'SFDR, con un impatto maggiore sui soggetti di dimensioni più ridotte che operano nei mercati finanziari.
Che ne sarà delle norme di esecuzione (RTS) e dei modelli previsti dallo SFDR?
Il regolamento delegato (UE) 2022/1288 della Commissione è abrogato integralmente.
L'attuale modello — basato su modelli dettagliati, elenchi di indicatori e meccanismi DNSH — viene sostituito da:
- informazioni basate sulle categorie
- requisiti semplificati e basati su principi
- i futuri atti delegati punteranno sulla chiarezza piuttosto che sull'esaustività
Ciò segna il passaggio da una conformità basata sulla forma a una progettazione del prodotto incentrata sulla sostanza.
In che modo sono regolamentate le dichiarazioni di sostenibilità e i nomi dei prodotti?
Solo i prodotti che rientrano in una delle tre categorie previste dallo SFDR possono:
- utilizzare termini legati alla sostenibilità nei nomi dei prodotti
- mettere in evidenza le dichiarazioni relative ai criteri ESG o alla sostenibilità nei materiali di marketing
I prodotti non classificati possono fare riferimento a fattori di sostenibilità solo a titolo di informazione accessoria e non possono presentarli come caratteristiche distintive. Questa modifica mira direttamente a contrastare il greenwashing e allinea il regolamento SFDR alla normativa UE in materia di tutela dei consumatori.
In che modo il nuovo SFDR si coordina con le altre normative dell'UE?
La versione rivista dello SFDR è esplicitamente in linea con:
- il regolamento dell'UE sulla tassonomia
- La direttiva CSRD e il pacchetto di semplificazione Omnibus
- Linee guida dell'ESMA sui nomi dei fondi
- Norme sulla preferenza di sostenibilità previste dalla MiFID II e dall'IDD
Le informazioni relative alla tassonomia non vengono più fornite automaticamente; si applicano solo nei casi in cui un prodotto scelga di fare riferimento alla conformità alla tassonomia.
Cosa comporta l'SFDR 2025 per i gestori patrimoniali e i fondi?
La questione fondamentale in materia di conformità passa da:
«Quali modelli SFDR dobbiamo compilare?»
a:
«Quali sono le affermazioni relative alla sostenibilità di questo prodotto e possono essere comprovate in modo coerente a livello di strategia, dati, informazioni fornite e marketing?»
Ciò richiede:
- logica esplicita di classificazione dei prodotti
- chiaro allineamento della strategia di investimento
- una solida gestione dei dati ESG
- catene di tracciabilità pronte per la revisione
Come rendere operativo lo SFDR dopo il 2025
L'attuazione del quadro normativo SFDR rivisto non è una semplice questione di documentazione. Richiede sistemi in grado di:
- distinguere la logica a livello di entità da quella a livello di prodotto
- allineare gli investimenti ai criteri di sostenibilità e transizione
- garantire la coerenza tra le informazioni fornite, gli indicatori chiave di prestazione (KPI) e le attività di marketing
- sostenere l'attività di vigilanza e gli audit
Noi di Generation Impact Global illustriamo in dettaglio come gli articoli 6, 7, 8 e 9 dello SFDR si traducano in architetture di sistema concrete, modelli di dati e flussi di lavoro di governance, spiegando anche come rendere operativo il nuovo regime di classificazione a livello di portafoglio.
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